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L’ozono nei trattamenti di sanificazione aziendale: il caso del covid- 19 e non solo…

I ricercatori hanno valutato l’effetto dell’ozono esponendo ciascuna delle superfici, contaminate da pseudovirus, a diverse concentrazioni del gas e valutato la sua efficacia igienizzante a seconda del tempo di esposizione.

È stato dimostrato che l’ozono neutralizza il virus in un’ampia gamma di concentrazioni e tempi di esposizione, con una diminuizione della carica virale del 99% dopo 30 minuti di esposizione a 1000 ppmv….

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Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare

Ogni settimana, ogni italiano “butta” mezzo chilo di cibo ancora buono!
E’ questo il quadro che emerge dall’ultimo sondaggio #IPSOS sullo spreco alimentare nel nostro Paese.


Il cibo sprecato fa male alle tasche degli italiani: ci costa più di 6 miliardi di euro all’anno. Ma danneggiamo anche l’ambiente perchè comporta consumi energetici, idrici e costi di smaltimento altissimi.


La lotta agli sprechi è uno dei principi chiave fondamentali dell’economia circolare.

Ruolo del Tecnologo Alimentare è di: Prevenire gli sprechi alimentari attraverso diverse misure da adottare nelle aziende e in famiglia e Ridurre/Riutilizzare ciò che diventa “spazzatura” ma non lo è!!!

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Ozonizzazione degli ambienti per fermare il virus

Con l’epidemia di Covid-19, l’ozono è diventato oggetto di discussione non solo per quanto riguarda la cura dei malati, ma anche per la sanificazione degli ambienti. 


A questo proposito, la dott.ssa Maria Manuela Russo, vicepresidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari Campania e Lazio, intervistata da Andrea Febo su “Il Gambero Rosso” (24 aprile 2020), ha ricordato che esiste una documentazione nazionale ed internazionale relativa alla sanificazione degli ambienti, che conferma la funzione virucida e battericida dell’ozono. 
L’ozono è il disinfettante più efficiente: lo sostiene l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in un documento in cui analizza i migliori metodi per la sanificazione dell’acqua


Il documento dell’OMS spiega i limiti del cloro, che secondo una ricerca dello IARC (International Agency for Research on Cancer) avrebbe effetti cancerogeni sugli animali, e conclude che l’ozono è il disinfettante più efficace per disattivare tutti i tipi di microrganismi.


La dott.ssa Russo ha anche ricordato che, nel 2001, la FDA (Food and Drug Administration), organismo dello United States Department of Health and Human Services, ha classificato l’ozono come GRAS (Generally Recognized As Safe), vale a dire sicuro per la salute umana, e ne ha liberalizzato l’impiego come agente antimicrobico nei processi produttivi degli alimenti.
Nella circolare n. 24482 del 31 luglio 1996, il Ministero della Salute italiano indica l’ozono come «presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore e infestati da acari e insetti».
Ha spiegato la dott.ssa Russo che «per la sua considerevole capacità ossidante, l’ozono è in grado di danneggiare membrane e pareti cellulari, in modo da ripulire aria e acqua da muffe, lieviti, batteri spore e virus».


Per quanto riguarda i virus, l’azione dell’ozono consiste in una ossidazione e conseguente inattivazione dei recettori virali specifici, utilizzati per la creazione del legame con la parete della cellula da invadere.
In questo modo l’ozono blocca il meccanismo di riproduzione virale a livello della sua prima fase: l’invasione cellulare.
A differenza dei disinfettanti classici (ad esempio, il cloro) che rilasciano residui inquinanti, l’ozono si decompone in ossigeno, e ciò rappresenta un enorme vantaggio sia per l’ambiente che per la salute evitando ogni tipo di effetto collaterale.


Ha sottolineato la dott.ssa Russo che «l’ozono risulta un potente antivirale: la sua percentuale di inattivazione dei virus è del 99,99% se si effettua una sanificazione di 4 minuti con un tasso residuo di gas di 0,3ppm (particelle per milione); cosa che garantisce, tra l’altro, la depurazione e la sterilizzazione assoluta da tutti gli inquinanti presenti nell’aria, negli impianti di condizionamento e nei relativi canali di areazione. E questo vale per tutti i virus, indistintamente».
Inoltre la sanificazione con ozono è facile da fare, basta munirsi di un ozonizzatore certificato in grado di produrre ozono in sicurezza e in quantità sufficienti.


A tale proposito, è interessante notare quanto accaduto in Liguria, dove la casa di riposo Nostra Signora di Misericordia di Celle Ligure ha annunciato l’esito negativo di tutti i test sierologici al Covid-19. Analogamente, nessun caso di Covid è stato registrato presso la residenza per anziani Santa Maria Giuseppa Rossello di Savona: le suore che gestiscono la struttura hanno rivelato che utilizzano un macchinario all’ozono per sanificare gli ambienti: «Lo utilizziamo regolarmente nelle stanze e la differenza si sente immediatamente». Il dott. Valter Ameglio, direttore sanitario della residenza, ha confermato che l’ozono può aver contribuito a sconfiggere il Covid-19 mantenendo sanificati gli ambienti.

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Grotte di castelcivita, due giorni dedicati alle piante officinali, aromatiche e da profumo

Castelcivita ospiterà la quarta Mostra Fiera delle piante officinali, aromatiche e da profumo, un progetto realizzato dal Comune di Castelcivita co-finanziato dalla Regione Campania – Assessorato allo Sviluppo e Promozione del Turismo – Agenzia Regionale “Campania Turismo” nell’ambito del POC 2014-2020 Linea Strategica “Rigenerazione Urbana, Politiche per il Turismo e Cultura” Azione 3, insieme con la Grotte di Castelcivita, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il Giardino della Minerva di Salerno, il Centro di Ateneo per l’Innovazione e lo Sviluppo nell’Industria Alimentare, Centro di Servizi dell’Università degli Studi Di Napoli Federico II, TeatroNovanta, l’Ordine dei Tecnologi Alimentari della Campania e del Lazio, l’Ordine dei Medici Veterinari di Salerno, la Lavandula – Laboratorio di ricerca e sviluppo in cosmesi naturale, le Associazioni “CilentoMania” e ViviCilento.

Gli esperti che da anni studiano le proprietà delle piante officinali, aromatiche e da profumo si confronteranno nel corso di un convegno dedicato; ci saranno dei laboratori didattici curati dall’azienda Lavandula e dalla Bottega San Lazzaro che ha realizzato anche gli allestimenti, una mostra fotografica curata da Francesco Siano proprio sulle piante e con uno spaccato dedicato all’antico Borgo di Castelcivita, un percorso espositivo e un cooking show con la chef Giovanna Voria.

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Eboli – Il Ciauliello entra a far parte dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali

Da oggi anche il Ciauliello è nell’elenco dei PAT- Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani. Con il numero 498, la tipica minestra ebolitana che rappresenta un unicum nella tradizione culinaria locale e non solo, in quanto preparata con materia prima rigorosamente essiccata, si aggiunge ai 552 Prodotti Agroalimentari Tipici italiani, diventando a tutti gli effetti una pietanza caratterizzante dell’offerta gastronomica nazionale.

Hanno partecipato all’incontro con la stampa, oltre al sindaco di Eboli Massimo Cariello, quanti insieme all’amministrazione comunale sono stati fautori di un percorso virtuoso che ha portato al raggiungimento di questo importante traguardo: la dottoressa Annamaria Nobile, referente per l’Asl Salerno del CriPat- centro di riferimento regionale per la sicurezza della ristorazione pubblica e collettiva e delle produzioni agroalimentari tradizionali, la dottoressa Maria Manuela Russo, vicepresidente dell’Ordine dei Tecnologi alimentari Campania- Lazio, Gustavo Sparano e Carmelo Vignes dell’associazione di ristoratori Le Tavole del Borgo, Vincenzo e Vito Bardascino dell’associazione Il Forno di Vincenzo.

Pietanza di origini contadine, il Ciauliello racconta da sempre la storia del territorio. Veniva, infatti, consumato dai braccianti nella pausa del lavoro nei campi della Piana del Sele, nell’immancabile “scurzino” di pane cafone. Tramandato di madre in figlia, con il suo sapore “senza tempo”, esso trova posto tutt’ora sulle tavole delle famiglie ebolitane, ma anche nei menù dei ristoranti del centro antico che hanno saputo conservare integra l’identità di una pietanza che, per l’assenza di grassi animali, incontra anche le più attuali tendenze alimentari.

«In qualità di vicepresidente dell’ordine dei tecnologi alimentari Campania- Lazio ho seguito la parte istruttoria della richiesta di inserimento del Ciauliello nei Pat- ha dichiarato la dottoressa Russo»- e ho creduto fin da subito nelle potenzialità di un prodotto che rappresenta in maniera indiscutibile l’essenza dei Pat, in quanto sintesi di storia e di cultura del territorio, oltre che di tipicità gastronomica. Il risultato ottenuto è il frutto di una sinergia che ha visto in campo tanti soggetti diversi, dall’amministrazione, all’Asl, alle associazioni, per il conseguimento di un obiettivo comune».

«Dopo mesi dall’inserimento del Ciauliello tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali, avvenuto lo scorso 13 marzo in piena pandemia, oggi possiamo finalmente celebrare con soddisfazione la fine di un percorso che ha visto l’Asl Salerno ed, in particolare, il CriPat al fianco dell’amministrazione comunale, promotrice della richiesta»- ha commentato la dottoressa Nobile- «Il Ciauliello, emblema della dieta mediterranea, come tutti i Pat italiani diventa finalmente espressione del patrimonio non solo culinario ma anche culturale del nostro Paese, famoso in tutto il mondo per le sue eccellenze gastronomiche».

«L’associazione Le Tavole del Borgo ha nel suo oggetto sociale la valorizzazione della tradizione culinaria locale, intesa come veicolo di promozione del territorio e della sua cultura»- ha affermato Gustavo Sparano- «In questa ottica, come ristoratori del centro antico ci siamo fatti, nel tempo, promotori, di numerose iniziative. Tra queste l’edizione 2019 de La Notte dello Scorzamauriello, la Ognissanti ebolitana dedicata proprio al Ciauliello e alle tipicità della cucina locale. Oggi la città di Eboli conquista una vera e propria paternità: il Ciauliello diventa figlio non solo della nostra tradizione gastronomica locale ma anche di quella nazionale».

«Con l’inserimento del nostro Ciauliello ebolitano tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali, la nostra città raggiunge un importante risultato, nell’ottica della valorizzazione della tradizione locale quale strumento di promozione territoriale»- ha affermato il sindaco di Eboli, Massimo Cariello- «La promozione di un territorio non può prescindere dalla salvaguardia delle tipicità gastronomiche e dei processi produttivi ad essi legate. Con i ristoratori de Le Tavole del Borgo e con la dottoressa Nobile, con il supporto dell’Azienda Agricola Carlo Mirra, abbiamo voluto proprio fare questo: dare valore all’espressione più autentica dell’identità locale. Un valore che, da oggi, travalica i confini geografici della nostra terra e va oltre essa».

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Fase 2 nella ristorazione: l’ozono è un’alternativa valida al plexiglass?

Sanificare con l’ozono. Alternativa al plexiglass?

Parliamo dell’O3 ovvero l’ozono e lo facciamo mentre si stanno implementando le linee guida generali che traghetteranno la categoria ristorativa nei prossimi mesi dell’emergenza. L’ozono ha funzione viricida e battericida così come evidenziato dal Ministero della Salute nella circolare del n° 24482 del 31/07/1996 e per capire in che modo è possibile avvalersene, abbiamo intervistato la Vice Presidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari Campania e Lazio Dott.ssa Maria Manuela Russo. Da lei ci siamo fatti spiegare il perché e il come il cenare scatolato potrebbe essere evitabile e magari al contempo si potrebbe rispondere anche a problemi di pulizia dell’aria e dei flussi di aria condizionata considerati, nelle ipotesi più accreditate, come elemento di rischio per i contagi in ambienti chiusi.

L’ozono è caratterizzato da una elevata reattività, da un elevato potere ossidante e dal fatto di essere instabile a temperatura ambiente. Proprio per la sua considerevole capacità ossidante, è in grado, danneggiando membrane e pareti cellulari, di ripulire aria e acqua da muffe, lieviti, batteri (Khadre et al., 2001), spore e virus. Per quanto riguarda i virus, nello specifico, parliamo di inattivazione. Questo significa che l’azione dell’ozono consisterebbe in un’ossidazione e conseguente inattivazione, dei recettori virali specifici utilizzati per la creazione del legame con la parete della cellula da invadere. In questo modo viene bloccato il meccanismo di riproduzione virale a livello della sua prima fase: l’invasione cellulare. Il virus non viene distrutto, ma reso inerme. La caratteristica predominante dell’ozono è che in condizioni atmosferiche standard è in fase gassosa, cosa che già ne favorisce l’utilizzo in numerose applicazioni in campo igenico-alimentare. A differenza dei disinfettanti classici, (ad esempio il cloro) che rilasciano residui inquinanti, l’ozono si decompone ad ossigeno e ciò potrebbe rappresentare un vantaggio sia per l’ambiente che per la salute evitando gli effetti collaterali.

Insomma, soprattutto a scopi estremamente cautelativi non sappiamo se le normative del Governo in linea con la Comunità Scientifica imporranno il plexiglass o altre barriere nelle attività ristorative, ma parlando con la Dott.ssa Maria Manuela Russo e l’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Lazio e Campania, possiamo dire che una valida alternativa al plexiglass tra commensali (e se vogliamo anche tra i tavoli) potrebbe esserci. E speriamo sia valutata.

https://www.gamberorosso.it/notizie/fase-2-nella-ristorazione-lozono-e-unalternativa-valida-al-plexiglass/

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Convegno Fenailp: Pmi e Sviluppo del Made in Italy

Si è da poco concluso il convegno sul tema “PMI e Sviluppo del Made in Italy: Food Safety e Blockchain” realizzato da Fenailp Nazionale con il supporto di Fenailp Salerno.

Ringraziamo gli speaker per la disponibilità e per le molteplici soluzioni fornite in ambito di tutela del Made in Italy. E ringraziamo i tanti presenti, in particolar modo i delegati territoriali della Fenailp, che hanno dimostrato interesse su di un tema così importante e delicato.

Il Tema del Convegno:

La realtà imprenditoriale nazionale è sempre più legata alle dinamiche di mercato oramai globali e a una legislazione, che soprattutto in campo alimentare, appare sempre più stringente. Il Convegno si propone di affrontare tematiche attuali quali quelle della difesa effettiva delle produzioni “Made in Italy”, delle sanzioni per gli Operatori sleali e della sicurezza, con i nuovi sistemi di tracciabilità.

In tale prospettiva, la blockchain è un sistema utile non solo in termini di “food safety”, ma anche per la difesa degli alimenti di qualità e per la trasparenza delle materie prime impegnate.

Lo sviluppo delle PMI, pertanto, è connesso all’adozione di modelli affidabili, che possano incrementare la fiducia dei consumatori e l’affermazione sul mercato di prodotti italiani di particolare pregio.

Sono intervenuti:

Avv. Francesco Aversano
Avvocato, Esperto in Diritto Agro- Alimentare

Dr. Maurizio Ribezzo
Medico Veterinario, esperto in Agri-Food Blockchain

Dr.ssa Maria Manuela Russo
Consigliere Ordine dei Tecnologi Alimentari Campania e Lazio


Dr. Franco Maria Ricci
Presidente Federazione Italiana Sommelier

Dr.  Fabio Fiorbianco
Dirigente Ufficio Sanzioni dell’ICQRF – Roma

Ha moderato il Dr. Paolo Di Giannantonio, Giornalista Rai TG1.

https://www.fenailp.it/it/archivio-notizie/Convegno+Fenailp%3A+Pmi+e+Sviluppo+del+Made+in+Italy-5

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“Lo spreco alimentare – se lo conosci lo eviti”: progetto rivolto agli alunni

Un problema delicatissimo di cui è responsabile il genere umano è sicuramente lo spreco alimentare. Una problematica, tipica soprattutto della società occidentale, che va combattuta con tutte le forze, partendo ovviamente dall’educazione dei più piccoli. Nasce proprio da tale convinzione il progetto “Lo spreco alimentare – se lo conosci lo eviti” promosso dal governatore del Distretto Rotary 2100, Salvatore Iovieno, e da subito condiviso da numerosi Rotary Club, tra cui quello di Campagna-Valle del Sele, presieduto dalla dott.ssa Gigliola Pessolano.

Il programma – scrive erreemmenews.it – è stato ideato in collaborazione con gli istituti scolastici del comune di Campagna (SA) ed è rivolto agli alunni delle scuole elementari (quarte e quinte) e delle scuole medie (prime e seconde).

I bambini potranno, dunque, seguire una lezione formativa ed interattiva “tenuta dalla socia del Club, Maria Manuela Russo, tecnologa alimentare, con l’utilizzazione della proiezioni di video e slide ed un interessante vademecum distribuito a ciascuno di loro, con tutte le indicazioni utili affinché anche le famiglie possano beneficiarne”.

Un’iniziativa lodevole, sostenuta da persone che hanno compreso che, per migliorare il nostro mondo, bisogna partire dall’educazione delle nuove generazioni (le “vecchie”, purtroppo, hanno miseramente fallito…).